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Pontifício Colégio Português
Omelia: Pe. Nuno Gonçalves, sj

Giovedì della 29ª settimana del Tempo Ordinario

Nel brano della lettera di san Paolo agli Efesini che abbiamo ascoltato oggi, mi colpisce subito l’atteggiamento: san Paolo si rivolge ai suoi lettori dicendo che lo fa piegando le ginocchia davanti al Padre; ovvero, Paolo scrive una lettera che è allo stesso tempo una preghiera.  E lo fa in un tono prossimo e anche solenne, chiedendo che ognuno dei cristiani di Efeso sia rafforzato interiormente mediante l’azione dello Spirito.

 
114º Aniversário do Pontifício Colégio Português


O Pontifício Colégio Portugês em Roma está de parabéns. Amanhã, 20 de Outubro de 2014, celebra o seu 114º aniversário. Na foto a comunidade residente do ano lectivo 2014/15.

 
Sínodo da Familia: diálogo com D. Manuel Clemente e D. Basílio do Nascimento

Na noite de 13 de Outubro, na sala de conferências do Colégio Português, o Presidente da Conferência Episcopal de Portugal, D. Manuel Clemente – Patriarca de Lisboa, e o Presidente da Conferência Episcopal de Timor, D. Basílio do Nascimento – Bispo de Baucau, ambos participantes do Sínodo extraordinário sobre a família, tiveram um encontro/diálogo com os residentes do Pontifício Colégio Português acerca do mesmo Sínodo.

 
Omelia: Pe. Nuno Gonçalves, sj

Giovedì della 27ª settimana del Tempo Ordinario


Gesù ci dice di chiedere, di supplicare, e di farlo con fiducia. La supplica fiduciosa è la preghiera dei figli al Padre, la preghiera della creatura al Creatore. (…) Se pensiamo bene, non ci è chiesto niente di molto straordinario. Chiedere, cercare, bussare fanno parte del nostro quotidiano. I rapporti umani si costruiscono e rafforzano, chiedendo, cercando e bussando alla porta. Con fiducia, chiediamo ai nostri amici ciò di cui abbiamo bisogno.  Tante volte, cerchiamo la nostra strada insieme agli altri e siamo aiutati da loro a trovarla. Infine, bussiamo alla porta per andare a incontrare qualcuno. A porte chiuse non si comunica, abbiamo bisogno d’incontri a faccia a faccia.

 
Omelia: Pe. Nuno Gonçalves, sj

Giovedì della 25ª settimana del Tempo Ordinario


In fin dei conti, sembra che Qoèlet qualche ragione c’è l’abbia. Eppure, una luce c’è.  La Parola si è fatta carne e, in Gesù, è in grado di comunicare con tutta chiarezza e trasparenza l’amore e la tenerezza del Padre.  Nonostante i principi proclamati da Qoèlet, ci è data una Parola che non si esaurisce mai e che è capace di svelare il significato delle realtà umane più nascoste. In Gesù, troviamo una novità inesauribile che ci disseta, se andiamo da Lui.

 
Omelia: Pe. Nuno Gonçalves, sj

Giovedì dell’11ª settimana del Tempo Ordinario

La vita come figli e fratelli ha bisogno ed è inseparabile dal perdono. È così o dovrebbe essere così all’interno delle famiglie e delle comunità.  Nelle famiglie e nelle comunità, si offre e si riceve il perdono. Esse sono luoghi del perdono e dovrebbero essere sempre luoghi del perdono assicurato. Posso sbagliare tante volte ma, nella famiglia o nella comunità, dovrei sempre poter trovare il perdono.

 
Omelia: Pe. Nuno Gonçalves, sj

Giovedì della 7ª settimana di Pasqua


Che questa settimana, tra Ascensione e Pentecoste, ci porti al dinamismo dell’amore. Nessun può dare ciò che non ha ricevuto. Accogliamo lo Spirito dell’amore e dell’unità e manifestiamo quest’accoglienza in tutte le circostanze della  vita; anche, e in primo luogo, nella testimonianza che ci è chiesta a Roma.

 
Omelia: Pe. Nuno Gonçalves, sj

Giovedì della 5ª settimana di Pasqua


Chi cerca di vivere fondato sulla roccia che è Cristo ha la capacità di sconfiggere la tentazione della chiusura e vive, nella gioia, il comandamento di andare in tutto il mondo: “Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore”, come abbiamo ripetuto nel ritornello del salmo. “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” – dice il Signore nel vangelo di oggi.  Osservare i comandamenti è una pedagogia, un cammino, per rimanere nell’amore del Signore e manifestare la nostra e con Lui.  La finalità, però, è la gioia e la gioia piena.